Herpes simplex!
Mai sottovalutare l'avversario!
L'Herpes è un'infezione provocata da un virus, l'Herpes simplex appunto.
Noto con il nome di Herpes labialis, è caratterizzato da manifestazioni cliniche che interessano la mucosa orale, faringea e oculare, nonché la cute del viso e del tronco.
L'Herpes labialis è diffusissimo in natura: oltre l'80 per cento della popolazione ( si rasenta quasi lil 90 per cento ) possiede anticorpi specifici nel sangue a dimostrazione del fatto che ha avuto un contatto con il virus. Nella maggior parte dei casi, però, il primo contatto con l'herpes passa inosservato e le infezioni primarie sono asintomatiche.
L'infezione si verifica di solito nell'infanzia per contatto interumano.
Una volta entrato nell'organismo, il virus dell'Herpes simplex non rimane nella sede di penetrazione, ma invade le terminazioni dei nervi locali per migrare poi nei gangli, dove rimane in uno stato di latenza (infezione latente) fino a quando vari fattori scatenanti (per esempio freddo eccessivo, intensa esposizione al sole, febbre, ciclo mestruale, stress psico-fisico, gravidanza, trattamenti farmacologici che indeboliscono il sistema immunitario, traumi) stimolano la sua riattivazione.
In questo caso il virus va incontro a una migrazione inversa lungo i nervi e in direzione della superficie corporea, localizzandosi poi nelle cellule epiteliali dove causa lo sviluppo delle lesioni erpetiche.
Il virus dell'herpes, una volta contratto, tende a rimanere nell'organismo, per riattivarsi quando si verificano le particolari condizioni sovraesposte.
Bruciore e prurito precedono generalmente di qualche ora la comparsa della tipica lesione erpetica, che si manifesta inizialmente come una chiazza eritemato-edematosa di modeste dimensioni sulla quale poi compaiono vescicole ripiene di un liquido che inizialmente è limpido e poi si intorbidisce.
Spesso queste vescicole confluiscono dando origine a delle formazioni a grappolo; dopo qualche giorno le vescicole si rompono, si formano delle croste e quindi le lesioni guariscono senza lasciare cicatrici.
La guarigione è completa in circa dieci giorni; è caratteristica la recidiva sempre nelle stesse sedi.
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Il virus responsabile dell’herpes labialis, è un parassita perfetto.
Per lo più vive bene con chi lo ospita, senza provocargli grossi guai.
Colpisce, ripresentandosi anche diverse volte durante l’anno, almeno dieci milioni di italiani.
Ma nella maggior parte dei casi, è presente sempre nell’organismo dell’ospite, in particolare nei gangli nervosi, dove sta rintanato spesso senza dare alcun fastidio.
Pronto però a scatenarsi, cogliendo gli stati di "debolezza" psicofisica del suo ignaro padrone di casa e a dare il via alle tipiche lesioni.
Ne ha parlato al Circolo della Stampa di Milano il professor Ruggero Caputo, direttore della 1° Clinica Dermatologica dell’Università di Milano, delineando un preciso identikit.
Professore, quale è il periodo di maggior rischio per l’Herpes Labialis?
Normalmente è in questo periodo che si assiste ad un "picco" nelle recidive di herpes simplex labialis. Il fenomeno è legato sia alla tensione emotiva accumulata durante i mesi più freddi sia al fatto che si riprende a fare sport all’aperto. Purtroppo, specie fra gli sportivi della domenica, non c’è ancora la sensibilità allo sforzo, per cui si rischia di affaticarsi molto più del normale, facilitando un’eventuale recidiva dell’infezione. Per tutti, poi, l’esposizione alle radiazioni solari peggiora ulteriormente la situazione
Si dice spesso che contro l’herpes bisogna giocare d’anticipo. Ma come si fa?
La prima regola importante per difendersi dalle recidive di herpes labialis è conoscere il "proprio" nemico perché i sintomi soggettivi sono così specifici e "personali", che ognuno arriva quasi a "conoscere" le modalità di presentazione del "suo" virus.
In termini generali, tuttavia, i sintomi premonitori si manifestano sei-dodoci ore prima della comparsa dell’eritema, cioé di quell’arrossamento che dà il via alla sequenza delle lesioni labiali.
I segnali d’allarme più tipici sono il bruciore localizzato alla zona in cui comparirà il grappolo di lesioni, che a volte può addirittura assumere le sembianze di una vera trafittura, oppure un inspiegabile prurito.
Fino ad oggi saper riconoscere questi segnali era fondamentale per poter prendere le contromisure terapeutiche più efficaci. Infatti, con l’aciclovir, la sostanza finora più usata nel trattamento di queste lesioni, si può contrastare l’avanzata del virus solo se il farmaco viene applicato durante la fase prodromica, cioè prima che il virus abbia concluso il suo processo di duplicazione, sia cioè arrivato fino alle labbra e abbia provocato la lesione.
Da oggi però, anche per chi non riesce ad intervenire nel breve lasso di tempo che precede la comparsa delle vescicole è comunque possibile limitare i danni. Due studi clinici internazionali hanno dimostrato come con creme a base di Penciclovir si possano ridurre durata ed entità dei sintomi, anche quando si interviene dopo che la lesione è comparsa.
Buone notizie, quindi, visto che da oggi finalmente si può intervenire anche dopo la comparsa delle vescicole dell’herpes. Ma purtroppo si parla sempre di prodotti sintomatici, che, pur essendo sempre più efficaci, non riescono ad eliminare del tutto il virus .....
E’ vero. Ma io non sarei così pessimista. Stiamo parlando di una malattia "inguaribile", che sta comunque diventando sempre più dominabile. Dall’herpes, insomma, non si guarisce.
Una volta che il virus ha fatto capolino, anche se poi si mette a dormire per lungo tempo, è altamente probabile che si ripresenti non appena, per tanti motivi, siamo più deboli.
Ed è a questo punto che possiamo "dominarlo", grazie ai farmaci di cui disponiamo.
Semmai, il problema è un’altro. Non bisogna fare uso di rimedi empirici che non fanno altro che peggiorare la situazione. Mi riferisco ad esempio all’applicazione di etere, di succo di limone, di aglio, di dentifricio o di ghiaccio.
Se la comparsa delle vescicole sulle labbra è una recidiva della malattia cosa vuol dire e quando avviene la prima infezione?
La prima infezione, cioè il primo contatto tra il virus dell’herpes e il corpo dell’ospite, si fa quasi sempre da bambini. Può essere del tutto asintomatica, tanto che diventa difficile riconoscerla, ma più spesso porta ad una gengivostomatite molto intensa, che può anche invadere completamente le labbra e la parte interna delle guance. Durante questa fase è sempre presente febbre, che poi non sarà presente nelle recidive successive. Non va poi dimenticato che, per quanto si tratti di un ospite "ideale" per il corpo umano, il virus dell’herpes labialis può anche portare a complicazioni gravissime, seppure rare. Ad esempio nei bambini con dermatite atopica, in cui la pelle ha perso le sue capacità difensive e il virus riesce ad "insinuarsi" dopo un semplice contatto, fino a ricoprire completamente il corpo del piccolo.
Ma allora in conclusione, cosa si può consigliare a chi vuole evitare di veder ricomparire le lesioni sulle labbra o almeno di limitarne il rischio?
Penso che la parola d’ordine sia l’educazione alle modalità con cui il virus si ripresenta, al riconoscimento degli elementi di rischio e dei fattori scatenanti. Se uno sa che dopo uno sforzo fisico intenso "paga" la fatica in termini di herpes labialis deve imparare a dosare l’attività. E’ inutile fare una partita a tennis di cinque ore e poi lamentarsi! Infine bisogna usare solo prodotti efficaci, che riducano l’intensità e la durata dei disturbi. In questo senso credo che la presenza di un nuovo preparato a base di Penciclovir, attivo anche dopo che le lesioni si sono manifestate, possa rappresentare un ulteriore passo avanti nel nostro tentativo di "dominare" il virus. Perché di eradicarlo completamente, visto che si nasconde dove non può essere raggiunto, proprio non si può parlare.
